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La Francia Vieta i Social Network ai Minori Under 15: Prima in Europa, un Modello per l’Italia?

C’è una novità importante sul fronte della prevenzione dei minori e l’abuso di internet e dei social network. La Francia vieta i social network ai minori under 15, primo paese in Europa. Una scelta draconiana che apre un dibattito importante anche qui da noi in Italia. Si tratta di un modello oppure no? Cosa cambia…

C’è una novità importante sul fronte della prevenzione dei minori e l’abuso di internet e dei social network. La Francia vieta i social network ai minori under 15, primo paese in Europa. Una scelta draconiana che apre un dibattito importante anche qui da noi in Italia.
Si tratta di un modello oppure no? Cosa cambia per famiglie e adolescenti transalpini? Ecco un’analisi completa di questa piccola rivoluzione digitale partita dalla Francia.

francia vieta i social network ai minori under 15

Il Parlamento francese approva il divieto definitivo: ecco i dettagli della legge

Il 21 luglio 2026 è una data storica: la Francia vieta i social network ai minori under 15. L’Assemblea Nazionale francese ha dato il via libera definitivo alla proposta di legge che vieta l’accesso ai social network per tutti i minori di 15 anni. Una misura fortemente voluta dal Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, e che viene definita come

“un grande progresso per la tutela dei bambini.”

I tempi di attuazione e gli obblighi per le piattaforme

Per capire come intervenire su un argomento del genere, presente nella vita quotidiana della maggior parte dei cittadini francesi, il Parlamento ha previsto un percorso a tappe per rendere effettiva la misura:

  • Dal 1° settembre 2026 sarà in vigore il divieto di aprire nuovi account.
  • Dal 1° gennaio 2027 si chiuderanno gli account già esistenti.
  • Le piattaforme dovranno quindi implementare sistemi di verifica dell’età.
  • Uniche eccezioni saranno per progetti educativi ed enciclopedie online (es. Wikipedia).
  • Infine ci sarà l’estensione del divieto dei cellulari anche ai licei.

I rischi dei social network sulla salute mentale dei minori: i dati OMS e HBSC

Lo sviluppo psicofisico di bambini e adolescenti è strettamente legato agli stimoli che ricevono. Per questo l’uso eccessivo se non problematico dei social network è legato strettamente al benessere dei minori. Tra i problemi che potrebbero insorgere possiamo citare, sicuramente:

  • ansia
  • depressione
  • disturbi del sonno
  • riduzione del rendimento scolastico
  • cyberbullismo
  • continuo senso di insoddisfazione della propria immagine.

L’aumento dell’uso problematico e le conseguenze concrete

Tra il 2018 e il 2022 la quota di adolescenti con uso problematico dei social network è passata dal 7% all’11%. Le ragazze sono tra le più colpite (il 13% rispetto al 9% dei maschi). Dei sintomi comuni che si riscontrano tra i minorenni, parliamo di :

  • perdita di controllo del tempo
  • astinenza quando offline
  • trascurare le altre attività
  • utilizzo spasmodico della rete per sfuggire a emozioni negative.

Da calcolare, poi, anche l’insieme delle conseguenze:

  • peggiore benessere mentale e sociale
  • maggiore rischio di sintomi psicosomatici e problemi generali del sonno
  • esposizione a contenuti dannosi (cyberbullismo, sfide pericolose, distorsione della propria immagine corporea).

Cosa cambia per famiglie e adolescenti francesi nel concreto

La legge porta una novità molto importante, spostando di fatto la responsabilità sulle piattaforme digitali che sono obbligate da ora a verificare l’età degli utenti. Una regolamentazione importante con importanti novità anche per le famiglie: esempio le possibili verifiche a campione dei singoli contatti per controllare l’età dei singoli contatti.

Vantaggi attesi e criticità

Nell’immediato le istituzioni francesi si aspettano una serie di vantaggi nel benessere psicofisico dei minori come una maggiore tutela dai contenuti dannosi, una riduzione dell’esposizione precoce dagli schermi ed un miglioramento sensibile del sonno e delle relazioni offline. L’obiettivo non dichiarato nel lungo termine è invece quello di favorire il ritorno di una concentrazione maggiore in ambito scolastico e su tutto quello che rappresenta il rendimento degli studenti.
Come ogni cambiamento, pendono una serie di dubbi sull’effettiva e immediata applicabilità dai punti fermi della riforma, come ad esempio:

  • l’efficacia della verifica dell’età
  • il rischio di aggiramenti attraverso connessioni VPN
  • l’impatto sulla privacy
  • dubbi sulla rapidità di applicazione.

E in Italia si vuole seguire l’esempio francese?

Anche in Italia qualcosa si muove in tal senso. Sono state presentate, infatti, una serie di proposte bipartisan come quella delle parlamentari Mennuni e Madia, ancora bloccata in Senato, e che avrebbe potuto entrare in vigore prima della proposta francese. Un intervento definito come “fondamentale” dallo stesso ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e che invece ha ancora qualche difficoltà a vedere la luce.

Opportunità e ostacoli

Del resto in Italia, così come in Francia, l’applicazione di un divieto digitale non è impossibile. Fermo restando i metodi per aggirarlo. I soli meccanismi concreti di verifica però non bastano se non viene affiancato un percorso di educazione digitale.

Non solo divieti: il fenomeno Sephora Kids e l’esposizione precoce alla bellezza

Il divieto francese arriva in un momento in cui la sovraesposizione digitale ha raggiunto il suo massimo. Fenomeni come quello delle bambine influencer che promuovono routine di skincare anti-età hanno effetti immediati su autostima e sulla proiezione della propria immagine. Una tendenza preoccupante e che merita per il tipo di messaggi veicolati una risposta pronta da parte delle istituzioni.

Il ruolo della Commissione Europea

Anche a Bruxelles ci si muove in tal senso. Proprio la Commissione Europea raccomanda un approccio che tenga conto della complessità del caso e sia in grado di adattarsi alle specifiche fasce d’età. Percorso finalizzato nel rendere autonomi i minori che navigano attraverso i social network con un percorso che dia loro consapevolezza e una prima alfabetizzazione digitale. Ed in tal senso sta lavorando ad una proposta di legge a livello europeo attesa dopo l’estate.

La tutela della salute e la demonizzazione del digitale

La scelta francese rappresenta un punto di svolta. Non si tratta di un semplice divieto ma di qualcosa di più complesso che mira a costruire un ecosistema che combini regolamentazione, educazione e responsabilità delle piattaforme. Segno evidente che in Europa, ma non solo, il tema della prevenzione e dell’alfabetizzazione digitale è oramai messo in agenda dai singoli Stati e dagli organi sovranazionali. In Italia possiamo quindi cogliere questa prima piccola rivoluzione per rilanciare il dibattito parlamentare intorno ad un tema che oramai riguarda chiunque. E chiederci quindi, dopo Parigi quando si muoverà qualcosa anche a Roma?

📌 Aggiornamento: Francia, Corte boccia divieto social per gli under15

Avevamo già approfondito il tema del divieto social ai minori di 15 anni in Francia. Leggi l’articolo precedente →



Fonti

Link

www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2026/07/21/ok-definitivo-del-parlamento-francese-al-divieto-dei-social-per-gli-under_0f104c2a-31dc-4664-8baf-4b11786ab8a7.html euractiv.com/fr/news/la-france-adopte-linterdiction-des-reseaux-sociaux-pour-les-moins-de-15-ans/ www.hbsc.org/new-who-hbsc-report-sheds-light-on-adolescent-digital-behaviours-across-europe-central-asia-and-canada/

Riferimenti

La Francia vieta i social agli under 15, è la prima in Europa

La France adopte l’interdiction des réseaux sociaux pour les moins de 15 ans

New WHO/HBSC report sheds light on adolescent digital behaviours across Europe, Central Asia and Canada

Guglielmo M. Crostelli Capo Redattore