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Divieto Social Network ai Minorenni: Progresso o Riduzione della Libertà?

Da qualche anno il tema della regolamentazione dei social network e i più giovani rappresenta una sfida enorme per i governi. Molti esecutivi hanno dato il via a dibattiti parlamentari, alcuni anche diventati legge, con cui porre limiti certi all’uso smodato di internet. L’obiettivo è tutelare i minorenni e in generale gli stessi adolescenti da…

social network giovani

Da qualche anno il tema della regolamentazione dei social network e i più giovani rappresenta una sfida enorme per i governi. Molti esecutivi hanno dato il via a dibattiti parlamentari, alcuni anche diventati legge, con cui porre limiti certi all’uso smodato di internet. L’obiettivo è tutelare i minorenni e in generale gli stessi adolescenti da una serie di danni – anche mentali – scientificamente provati dall’abuso delle reti sociali. In queste righe vogliamo esplorare i rischi supportati da studi, le misure internazionali e il delicato equilibrio di una materia che è certamente sensibile: la libertà individuale ed il ruolo protettivo dello stato nei confronti dei più giovani che da sempre vanno tutelati.

I rischi per i minorenni legati all’uso dei social network

Impatto sulla salute mentale: depressione, ansia e dipendenza

L’utilizzo smodato di social media è associato secondo sempre più società scientifiche ad un aumento significativo di sintomi depressivi e ansiosi. Per l’Advisory del Surgeon USA (2023) , gli adolescenti che trascorrono più di 3 ore al giorno sui internet – e in particolar modo sui social – corrono il doppio del rischio di problemi di salute mentale, tra tutti depressione e ansia:

Brain development is a critical factor to consider when assessing the risk for
harm. Adolescents, ages 10 to 19, are undergoing a highly sensitive period of
brain development.10, 11 This is a period when risk-taking behaviors reach their
peak, when well-being experiences the greatest fluctuations, and when mental
health challenges such as depression typically emerge.12, 13, 14 Furthermore, in
early adolescence, when identities and sense of self-worth are forming, brain
development is especially susceptible to social pressures, peer opinions, and
peer comparison.11, 13 Frequent social media use may be associated with distinct
changes in the developing brain in the amygdala (important for emotional
learning and behavior) and the prefrontal cortex (important for impulse control,
emotional regulation, and moderating social behavior), and could increase
sensitivity to social rewards and punishments.15, 16 As such, adolescents
may experience heightened emotional sensitivity to the communicative and
interactive nature of social media.16 Adolescent social media use is predictive
of a subsequent decrease in life satisfaction for certain developmental
stages including for girls 11–13 years old and boys 14–15 years old.17 Because
adolescence is a vulnerable period of brain development, social media exposure
during this period warrants additional scrutiny.
Social Media and Youth Mental Health – The U.S. Surgeon General’s Advisor

Molte meta-analisi (tecniche statistiche, ndr) confermano delle correlazioni moderate ma significative tra un uso problematico dei social e depressione (r=0.273, cioè in statistica una correlazione lineare positiva debole), ansia (r=0.348, correlazione positiva debole) e stress (r=0.313). Tra le categorie più vulnerabili e esposte giovani e ragazze.

Altri rischi concreti

Tra i pericoli in cui si rischia di incorrere, ci sono sicuramente:

  • Cyberbullismo e incitamento all’odio: pratiche che trovano molto spazio in rete e che correlate a soggetti particolarmente esposti possono portare a un peggioramento della salute mentale e rischio di suicidi.
  • Scarsa autostima con conseguenti disturbi dell’immagine e all’alimentazione:
    il continuo confronto sociale può arrivare in soggetti particolarmente sensibili a peggiorare notevolmente la percezione di sé con un forte senso di inadeguatezza. Fino al 46% riferisce di effetti negativi.
  • Disturbi del sonno: l’uso serale come pratica prima di andare a dormire (il cosiddetto scroll compulsivo) non riduce la qualità e la durata del sonno, ma aggrava anche la depressione.
  • Esposizione a contenuti dannosi: come adescamento nei confronti di minori, tentativi di truffe informatiche, pornografia, disinformazione, ed incapacità di staccarsi dall’abuso dei social via cellulare.
  • Sviluppo cerebrale: tutto ciò influisce negativamente sulla regolazione emotiva, l’attenzione e la ricompensa sociale in una fase critica.

I benefici

È doveroso tuttavia citare una serie di benefici che i social e la rete internet in generale forniscono:

  • Una connessione ad una rete e a uno scibile mondiale, con possibilità di apprendimento infinite.
  • Un supporto che non va solo sull’apprendimento (es.ripetizioni via remoto o corsi di lingua straniera con madrelingua) ma anche a intere community pronte a un sostegno efficace in caso dei problemi più svariati.

Ma è evidente che se non adeguatamente supervisionati di fronte ad uno eccessivo questi lasciano spazio alle problematiche di cui sopra.

4 Studi e evidenze scientifiche di cui tener conto

Tra le ricerche che bisogna citare, sicuramente:

  1. US Surgeon General Advisory (2023) di cui sopra: secondo cui non si può ragionevolmente affermare che le reti sociali siano sicure per i minori, serve quindi un’azione urgente in tal senso.
  2. Le Meta-analisi: ci sono dati evidenti riguardo le associazioni consistenti tra il tempo trascorso sui social e l’insorgere di sintomi depressivi/ansiosi. In tal senso un uso problematico, senza limiti, non fa che amplificarne i danni.
  3. Studi longitudinali: per assurdo non sono solo gli adolescenti ad essere esposti ad una serie di pericoli, perché l’introduzione di piattaforme come Facebook ha aumentato depressione e ansia anche tra gli studenti universitari. Facendo un paragone sciocco il rischio è che ogni studente si trovi di fronte a termini di paragone per lui irraggiungibili.
  4. Per l’APA (American Psycologichal Association) cyberbullismo e confronto sociale sono elementi chiave nella determinazione dei problemi in cui si può incorrere. La relazione tra sonno e dipendenza, poi, mediano una serie effetti negativi.

Evidenze non univoche

Come spesso accade le evidenze non sono univoche, ma ci sono una serie di effetti bidirezionali: perché generalmente chi è più portato alla depressione usa (e abusa) di più i social.
Mentre resta pacifico il punto di vista negativo sui minori dei 18 -16 anni.

Quali paesi hanno adottato divieti o restrizioni?

Australia – Il primo paese al mondo

Il primo Stato in assoluto ad adottare un divieto per i minori di 16 anni è stato l’Australia. Da dicembre 2025 infatti Canberra ha limitato l’accesso a piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok, YouTube, X, Snapchat. Con un’esclusione importante: restano fuori Whatsapp e social reputati come educativi.
Sono le stesse piattaforme a diventare responsabili della verifica dell’età, pena multe elevate. Non si tratta di un vero e proprio divieto penale per i minori, quanto più che altro di ritardo sull’utilizzo vero e proprio.

Altri paesi

  • Austria: è in via di finalizzazione ad oggi (giugno 2026) un divieto nei confronti dei minori di 14 anni.
  • Regno Unito: il premier britannico Keir Starmer ha introdotto il divieto assoluto per i minori di 16 anni a partire dalla primavera del 2027.
  • Brasile: a partire da quest’anno i contatti di utenti minori di 16 anni richiedono il consenso dei genitori assieme ad una serie di restrizioni rispetto alla tipologia di contenuti dei quali fruire.
  • Indonesia e Malesia: prevedono l’accesso solo per i maggiori di 16 anni d’età.
  • Danimarca: restrizioni per i minori di 15 anni.
  • Francia: già dal 2023 è richiesto il consenso genitoriali per i minori di 15 anni.
  • Spagna: ha alzato l’età del consenso a 16 anni.
  • Altri come Grecia, Turchia e altri 40 paesi stanno portando avanti discussioni con limitazioni in tal senso.

E Stati Uniti e Unione Europea

Per Gli Stati Uniti il discorso è più complesso trattandosi di uno Stato federale.
Diversi Stati (come Arksanas, Utah) richiedono la verifica dell’età oltre che il consenso genitoriale.
E come spesso accade sono incorsi in una serie di cause per tutelare la libertà d’espressione che viene riconosciuto come diritto costituzionale. Anche se al momento l’argomento non è ancora arrivato a nessuna pronuncia di tipo federale (e che quindi riguarderebbe ogni singolo Stato).

Divieto di Social Network in Ue

In Ue il DSA (Digital Services Act) ha rafforzato notevolmente la protezione sui minori con una serie di misure particolarmente restrittive. Parliamo ad esempio di contatti che da subito vengono schermati come privati (quindi con una privacy altissima), senza pubblicità profilate oltre che una lotta fortissima a contenuti dannosi e negativi.
Si tratta quindi di un primo passo che non impone ancora misure nazionale ma lascia una cornice giuridica entro cui muoversi a seconda delle esigenze dei singoli Stati membri.

Quale bilanciamento tra le libertà personali ed il ruolo dello stato nella protezione della salute

Il tema delle restrizioni resta particolarmente sensibile dato che la salute tanto fisica quanto mentale resta un diritto costituzionale riconosciuto in molti ordinamenti. In Italia ad esempio è l’articolo 32 della Costituzione a normarlo

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Ma anche l’Unione Europea nei suoi trattati parla apertamente di tutela della salute:

“Nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche ed attività dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana.
L’azione dell’Unione, che completa le politiche nazionali, si indirizza al miglioramento della sanità pubblica, alla prevenzione delle malattie e affezioni e all’eliminazione delle fonti di pericolo per la salute fisica e mentale.
L’Unione completa l’azione degli Stati membri volta a ridurre gli effetti nocivi per la salute umana derivanti dall’uso di stupefacenti, comprese l’informazione e la prevenzione.” ex art. 168 paragrafo 1 TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea).

“Ogni persona ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali. Nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche ed attività dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana.” ex art 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Ed il senso comunitario non è quello di proclamare genericamente il diritto alla salute, ma quello di ogni individuo a poter accedere alla prevenzione sanitaria e a ottenere cure mediche.
In tal senso organi nazionali, lo Stato Italiano, e internazionali, l’Ue, hanno il dovere di proteggere i minori in quanto considerati come vulnerabili.
La visione restrittiva dell’uso delle reti sociali viene giustificata così dalla volontà di tutelare minori che non hanno piena capacità di comprensione sugli strumenti che utilizzano quotidianamente. Ma anche una prevenzione che vuole evitare danni irreparabili in fase di sviluppo in analogia con altri divieti espressi con alcol, tabacco ed in generale contenuti di stampo pornografico.
Ma come spesso accade il bilanciare alcuni diritti ne lede degli altri sempre coperti costituzionalmente.
Ad esempio la limitazione della libertà di espressione, espressamente sancita in Italia dall’art. 21 della Costituzione:

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. […]”

Così come la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Ue all’art. 11:

“Ogni individuo ha diritto alla libert‡ di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.”

e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo:

“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. Il presente articolo non impedisce agli Stati di sottoporre a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, cinematografiche o televisive.
L’esercizio di queste libertà, poiché comporta doveri e responsabilità, può essere sottoposto alle formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni che sono previste dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla sicurezza nazionale, all’integrità territoriale o alla pubblica sicurezza, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, alla protezione della reputazione o dei diritti altrui, per impedire la divulgazione di informazioni riservate o per garantire l’autorità e l’imparzialità del potere giudiziario.”

Ma è anche il caso di un eccessiva violazione della privacy con forzature che potrebbero ben presto configurare metodi di sorveglianza di massa da parte dei governi o compagnie private.
E che del resto sono facilmente aggirabili attraverso l’utilizzo di strumenti informatici comuni come VPN, contatti falsi e migrazioni su altre piattaforme. Con l’Australia che fa da caso scuola visto che molti minori ancora oggi riescono a connettersi senza troppi problemi.

L’approccio scelto in Europa e in Italia è dunque quello della responsabilizzazione attraverso mezzi istituzionali (il DSA) ma anche in capo ai singoli nuclei familiari (controllo genitoriale) o ibridi (la sensibilizzazione scolastica). In attesa di una soluzione definitiva, che resta ancora lontana, il dibattito è ancora oggi aperto in nome di un bilanciamento proporzionato rispetto a misure mirate (l’età minima, verifiche e tutela alta della privacy) e divieti assoluti che potrebbero sortire l’effetto contrario.

Fonti

Link

www.hhs.gov/sites/default/files/sg-youth-mental-health-social-media-advisory.pdf www.apa.org/topics/social-media-internet/health-advisory-adolescent-social-media-use thereachinstitute.org/mind-over-minutes-how-youths-screen-habits-are-impacting-their-mental-health/ mental.jmir.org/2022/4/e33450/ www.bbc.com/news/articles/cwyp9d3ddqyo techcrunch.com/2026/06/15/social-media-ban-children-countries-list/ www.livenowfox.com/news/countries-banned-social-media-teenagers en.wikipedia.org/wiki/Online_age_verification_laws_by_country studyinternational.com/news/countries-social-media-ban-children/ lens.civicus.org/child-social-media-bans-a-growing-global-problem/ www.multistate.us/insider/2025/10/8/eight-states-enact-minor-social-media-bans-despite-court-fights digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/digital-services-act eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:12008E168 fra.europa.eu/it/eu-charter/article/35-protezione-della-salute

Riferimenti

Social Media and Youth Mental Health – The U.S. Surgeon General’s Advisor

Health advisory on social media use in adolescence – APA

How Social Media is Impacting Teens – The Reach Institute

Problematic Social Media Use in Adolescents and Young Adults: Systematic Review and Meta-analysis

Australia has banned social media for kids under 16. How does it work?

These are the countries moving to ban social media for children

Countries that have banned social media for teenagers — See the world map

Online age verification laws by country

9 countries with some form of social media ban for children

Child social media bans: a growing global problem

Eight States Enact Minor Social Media Bans Despite Court Fight

The Digital Services Act

Articolo 168 TFUE

Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

Guglielmo M. Crostelli Capo Redattore