
La novità più importante degli ultimi anni nell’università italiana è stata l’introduzione del Semestre Filtro Medicina e Chirurgia e l’abolizione dei test di ingresso alle altre facoltà mediche come Odontoiatria e Protesi Dentaria (LM-46) e Medicina e Veterinaria (LM-42).
Parliamo di una vera e propria rivoluzione copernicana per l’accesso alle facoltà mediche di cui abbiamo già parlato in un nostro precedente articolo.
Bisogna dire però da subito che abolizione del test d’ingresso non vuol dire superamento del numero chiuso, che resta vigente nella sostanza seppur con qualche differenza sostanziale.
Certo, siamo di fronte ad una serie di cambiamenti che sono ancora in fase di assestamento e modifiche ma che vale comunque la pena di continuare ad approfondire con le ultime novità per il prossimo anno accademico.
Le conferme del Semestre Filtro Medicina aa. 2026/2027
Le prime conferme del semestre aperto sono le stesse previste dall’impianto iniziale della riforma Bernini. L’iscrizione resta libera e aperta a tutti: cittadini italiani, comunitari e extra UE. Senza alcun test di ingresso alla facoltà. L’unico requisito richiesto è quello del diploma di maturità.
Una volta scelto il corso di laurea principale più corsi affini di riserva (Biotecnlogie, Scienze Biologiche, Farmacia, Professioni Sanitarie) si entra nel vivo della riforma: il primo semestre resta centrale per il futuro accademico degli studenti con tre insegnamenti propedeutici per l’immatricolazione definitiva alla facoltà. Vale a dire quindi per poter proseguire il corso di studi.
Gli esami con programmi nazionali identici e da dover assolutamente superare, anche con la sufficienza di 18/30, sono Biologia, Chimica e Fisica per cui sono previsti due appelli.
I numeri del Semestre Filtro Medicina
Come per ogni riforma che si rispetti, prima di poter tracciare un bilancio – positivo o negativo che sia – bisognerà aspettare ancora del tempo. Nel frattempo possiamo snocciolare i numeri e cercare di capire qual è la tendenza dei maturandi rispetto all’università, a questa graduale abolizione del numero chiuso e al mercato del lavoro.
Prima e dopo la riforma
Nel primo anno di applicazione della riforma (a.a. 2025/2026) si sono iscritti 54.313 studenti a Medicina e Chirurgia. Un numero sostanzialmente in linea con i partecipanti effettivi al test d’ingresso tradizionale dell’anno precedente (2024/2025), stimati tra i 55.000 ed i 57.000.
54.313
Gli studenti iscritti l’aa.
2025/2026 al semestre filtro.
> 55.000
Gli studenti iscritti l’aa. 2024/2025
scorso al test di ammissione.
L’accesso libero al primo semestre non ha generato quindi l’iscrizione di massa temuta da molti atenei. Ma paradossalmente confermano un interesse solido e costante verso una delle facoltà con i migliori sbocchi professionali.
Filtro Naturale
E sono i risultati del primo anno a confermare l’efficacia del semestre filtro: su oltre 54 mila iscritti, poco più della metà (22.700) ha superato tutti e tre gli esami obbligatori entrando nella graduatoria finale nazionale.
Così con 17.278 posti disponibili nelle università statali il rapporto rimane decisamente selettivo: circa 1,3 studenti idonei per posto. E chi non rientra in graduatoria deve iscriversi ad uno dei corsi affini di riserva indicato precedentemente.
54.000
Il numero di iscritti
al semestre filtro
22.700
Il numero di studenti che
ha superato il filtro
17.278
Il numero di
immatricolati finali.
La materia più ostica resta quella Fisica, mentre Biologia e Chimica hanno registrato una percentuale di sufficienza più alta.
Le novità per quest’anno
Cosa aspettarsi nel 2026/2027
Per la pubblicazione del decreto del MUR relativo al prossimo anno accademico bisognerà aspettare la fine di giugno 2026. Ma tutta una serie di indiscrezioni indicherebbero che il ministero ha previsto una serie di correttivi per migliorare l’esperienza del semestre aperto: tra le soluzioni ipotizzate quella di un allungamento della durata effettiva dei corsi.
Un modo per superare il cosiddetto “semestre compresso” e fornire agli studenti più tempo tra la fine delle lezioni e gli appelli d’esame oltre che una mini semplificazione per Fisica.
Altro punto potrebbe essere il sistema delle graduatorie nazionali, quindi una maggiore armonizzazione che non stravolga il senso finale della riforma.
Le università private
Bisogna ricordare che a differenza di quanto accade per le Università pubbliche, la riforma non riguarda le università private. Restano quindi esclusi atenei come Humanitas, Unicamillus, Cattolica e San Raffaele tra gli altri.
Il perché è semplice: le università private prevedono ancora test di ammissioni autonomi e non applicano il semestre aperto.
Per potersi immatricolare quindi con università private occorre informarsi tramite i rispettivi bandi con i relativi test di ammissione.
Le università pubbliche
Il MUR non ha ancora indicato date e scadenze per quanto riguarda l’organizzazione del prossimo anno accademico (2026/2027). In attesa del decreto attuativo si consiglia quindi di monitorare costantemente il portale Universitaly.it ed il portale del Ministero dell’Università e della ricerca.









