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Test di Infermieristica 2026: candidati e posti per regione

Il test di infermieristica 2026 ha segnato un’inversione di tendenza netta rispetto agli scorsi anni. Per l’anno accademico 2026/2027 si sono presentati circa 22 mila candidati per i 20.672 posti disponibili alle prove di ammissione. Così per la prima volta le domande hanno superato il totale dei posti offerti. Per capire meglio dove stiamo andato…

Il test di infermieristica 2026 ha segnato un’inversione di tendenza netta rispetto agli scorsi anni. Per l’anno accademico 2026/2027 si sono presentati circa 22 mila candidati per i 20.672 posti disponibili alle prove di ammissione. Così per la prima volta le domande hanno superato il totale dei posti offerti. Per capire meglio dove stiamo andato ecco un’analisi regionale completa di candidati, posti e differenze tra Nord, Centro e Sud secondo gli ultimi dati FNOPI.

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Test di infermieristica 2026: il dato nazionale

Secondo i dati diffusi dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), nel 2026 le domande di ammissione al corso di laurea triennale in Infermieristica sono salite a circa 22 mila. Un aumento del 16,3% rispetto alle 18.836 del 2025. I posti disponibili sono aumentati rispetto allo scorso anno di 263, con un totale di 20.672.

Il rapporto rispetto ai posti disponibili

Le proporzioni passano così da 0,92 a 1,06, tornando sopra la soglia piena di copertura nazionale. Si tratta quindi di un segnale particolarmente importante per una professione che Italia conta circa 6,9 infermieri per 1000 abitanti rispetto ad una media europea di 8,9.

Lo svolgimento della prova

Il 16 settembre si sono tenute le prove nazionali per i corsi di studio in lingua italiana, il giorno successivo invece quelle in inglese. Il test (unico per le Professioni Sanitarie) prevede 60 quesiti a risposta multipla da risolvere in 100 minuti. Le materie d’esame sono:

  • Biologia
  • Chimica
  • Fisica e Matematica
  • Logica e comprensione del testo

La particolarità della prova sta nel fatto che i candidati possono candidarsi a più corsi dello stesso ateneo, esprimendo le proprie preferenze. Sarà poi il punteggio finale ottenuto a determinare a quale corso di laurea si potrà poi accedere.

Analisi regionale: candidati per regione e divari territoriali

La distribuzione dei candidati per regione non è omogenea. L’analisi FNOPI sottolinea chiare differenze geografiche:

  • Nord: è la macroregione con una crescita decisamente più marcata. Si è passati infatti dai 6.225 candidati del 2025 ai 7.437 di quest’anno accademico. Un incremento netto del 19%.
  • Centro: la parte del territorio italiano con meno iscritti, sebbene anche qui si possa si possa parlare di un aumento con un passaggio da 4.323 a 5.102 domande.
  • Sud e Isole: secondo quadrante nazionale per crescita, ma primo quanto a numero definitivo di partecipanti con un passaggio da 8.288 candidati a 9.368. Un rialzo del 13% rispetto allo scorso anno.

Candidati per regione e esigenze territoriali

Il dato fondamentale è che al Sud e nelle Isole le candidature superano nettamente i posti disponibili. Mentre al Centro-Nord la forbice resta ancora più contenuta e molte sedi rischiano di non essere pienamente coperte. Alcuni atenei poi mostrano quindi picchi decisamente elevati: alla Federico II di Napoli le domande hanno doppiato i posti; l’Università del Piemonte Orientale registra invece un 44% in più. E anche altre università meridionali (Foggia, Bari, Lecce, Napoli, Salerno, Cosenza) mostrano rapporti superiori al doppio, con Cagliari che raggiunge addirittura 3,2 domande per posto.

Capire i numeri sui posti disponibili

L’aspetto più importante è sicuramente cercare di leggere la richiesta effettiva di infermieri formati. Le Regioni hanno indicato un fabbisogno formativo di 25.479 nuovi professionisti per il biennio 2026/2027, a fronte dei soli 20.672 posti messi a bando. Una differenza di quasi 4.800 unità che rende evidente un paradosso: se al Sud la domanda formativa resta alta, a rimanere bassa è la densità di infermieri che si attesta tra le peggiori d’Italia. Anche al Nord e al Centro invece il fabbisogno, pur restando alto, non copre tutti i posti.

Dopo il test di infermieristica 2026

La tappa successiva al test è stata la pubblicazione delle graduatorie da parte dei diversi atenei tra fine settembre e inizio ottobre. Gli scorrimenti proseguono così nelle settimane successive e possono colmare eventuali posti rimasti liberi, soprattutto in quelle sedi con un rapporto domande/posti più basso. Chi non entra in prima scelta potrà quindi orientarsi ancora su altre sedi o sulle seconde e terze preferenze.

L’opportunità delle nuove lauree magistrali (5-7 ottobre)

Inizio ottobre è coinciso anche con i test per le nuove lauree magistrali clinico-specialistiche:

  • Cure Intensive ed Emergenza
  • Cure primarie e di comunità
  • Cure neonatali e pediatriche

I numeri sono ancora più selettivi: 3.742 domande per 759 posti. Segno evidente dell’attratività professionale.

Il rischio dei fisioterapisti come caso studio per le Professioni Sanitarie

L’esplosione delle Professioni Sanitarie comporta però un’analisi necessaria: anche le professioni oggi più ricercate rischiano di diventare trappole per i laureandi. Senza una programmazione rigorosa basata sui fabbisogni reali delle regioni e non sulle singole esigenze degli atenei anche le professioni oggi più ricercate rischiano di diventare trappole per i laureandi creando mercati saturi e frustrazione professionale.
Un allarme lanciato già dalla Commissione Albo Odontoiatri (CAO) e che – variabili a parte – resta valida anche per i fisioterapisti ed un domani non troppo lontano forse per gli infermieri.

Professioni Sanitarie, tra crescità e realtà

L’aumento vertiginoso delle domande alle Professioni Sanitarie conferma quanto nel 2026 questi percorsi siano attrattivi. I numeri elevati degli accessi e – in alcuni casi – i costi degli atenei privati impongono poi una riflessione sulle prospettive reali di rientro economico e sulle possibilità occupazionali per il futuro.

Una chiamata per le istituzioni

Le istituzioni dovrebbero perciò delineare un quadro più chiaro di fronte a quello che è un cambiamento di paradigma: se prima il numero chiuso veniva giustificato con la necessità di garantire la qualità del servizio da erogare, oggi si parla di un accesso mitigato dal semestre aperto. Basterà questo oppure nei prossimi anni siamo destinati a vedere correttivi su correttivi con il rischio di formare troppi professionisti in alcuni domini e troppo pochi in altri?

Test di infermieristica: un dato incoraggiante

Il test di Infermieristica 2026 lascia però cautamente ottimisti. Più candidati significano più posti e un rinnovato interesse nei confronti di una professione strategica per il Servizio Sanitario Nazionale. L’analisi dei candidati per regione e dei posti disponibili ci dimostra che ci siano divari regionali da governare sia in fase di formazione che nell’inserimento lavorativo. Il prossimo passo quindi sarà studiare gli scorrimenti e le immatricolazioni effettive per capire quanto questa ripresa debba tradursi in nuovi professionisti effettivi sul campo.

Fonti

Guglielmo M. Crostelli Capo Redattore