
Con la fine degli esami di maturità per molti studenti è tempo di pensare al futuro. E quest’anno le novità non sono solo la riconferma del semestre filtro alla facoltà di Medicina e Chirurgia ma anche le opportunità delle professioni sanitarie. Tra queste la facoltà più interessante è senza dubbio infermieristica, che ha un dato importante da non sottovalutare: quasi la totalità dei suoi laureati trova subito lavoro. I numeri del resto sono abbastanza eloquenti: solo nel 2025 la percentuale dei neolaureati occupati era di circa l’85,1%. Quindi un incremento netto del 4% nel solo 2026.
Perché scegliere Infermieristica nel 2026? Alta occupabilità confermata dai dati AlmaLaurea.
L’89,1% dei neolaureati lavora entro un anno dal titolo
I numeri non mentono e a confermarlo è il rapporto AlmaLaurea 2026: il tasso di occupazione per i neolaureati in Infermieristica e Ostetricia raggiunge l’89,1% ad un anno dal titolo. Un dato in netta crescita e considerato il più alto tra tutti i corsi di laurea in Italia.
Solo 2,4 mesi per trovare il primo impiego (1,8 dall’inizio della ricerca)
I neolaureati impiegano in media solo 2,4 mesi dal giorno della laurea per trovare lavoro. Se si considera il periodo effettivo di ricerca attiva il tempo scende a 1,8 mesi. Questi dati temporali rendono infermieristica come uno dei percorsi universitari preferibile in base alla rapidità nell’inserimento del percorso lavorativo.
98,2% lavora in professioni coerenti con la laurea e ha un alto tasso di soddisfazione (8,1/10)
Come riporta l’Ansa quasi la totalità dei neolaureati trova un’occupazione coerente col proprio titolo di studio ed affronta percorsi professionali con la laurea conseguita propedeutica per il proprio inserimento. Ed anche la realizzazione professionale è degna di nota, con un tasso di 8,1 su 10.
Dal Test Infermieristica 2026 alla Laurea: un percorso con ottime prospettive
Tra Test d’ingresso e Laurea: ecco cosa aspettarsi
In attesa del bando del ministero, che ufficializzerà le date e i metodi di iscrizione, chi ha intenzione di prepararsi al Test d’Ingresso previsto per settembre dev’essere consapevole che il corso di laurea è tra quelli che offrono le migliori garanzie occupazionali in Italia.
Età, voto e durata media degli studi.
Il profilo del neolaureato in infermieristica ha circa 25 anni, una votazione media di 103/110 e completa il percorso di studi in poco più dei tre anni canonici previsti per la laurea. Si tratta quindi uno studente relativamente giovane che può scegliere se proseguire la propria carriera accademica con una laurea specialistica (o Master di 1 Livello) o cercare subito un’occupazione. E la stessa figura degli infermieri è molto richiesta a causa della carenza strutturale di personale infermieristico nel Servizio Sanitario Nazionale, come dimostra l’insieme dei posti messi a bando nel Test 2026.
Quali opportunità per i Neolaureati in Infermieristica
Distribuzione geografica: il Nord-Ovest traina, solo lo 0,6% all’estero
La macroregione che assorbe più neolaureati è il Nord-Ovest, con il 25,6% di questi impiegati. C’è poi un fattore decisamente in contro tendenza: la quota di chi sceglie l’estero una volta completato il corso di studi è molto bassa. Segno inequivocabile che la domanda interna resta fortissima.
Retribuzione e contrattualistica
La retribuzione mensile netta dichiarata è di 1.745, con una leggera differenza a favore degli uomini. Unico punto a sfavore resta la difficoltà di accedere da subito ad un contratto a tempo indeterminato. Nonostante l’alta impiegabilità più di un terzo dei neolaureati si affaccia al mondo del lavoro con un contratto a termine. Prezzo da pagare per poter pretendere una situazione lavorativa più stabile.
Libera Professione
Tra gli aspetti più interessanti da analizzare il fatto che più del 7,1% dei laureati sceglie da subito la libera professione aprendo una partita IVA. Segno non solo di un maggiore spirito imprenditoriale tra i giovani infermieri ma anche di una maggiore offerta lavorativa tanto flessibile quanto appetibile.
Opportunità di carriera dopo la Triennale
Le nuove Lauree Magistrali Cliniche e altre opportunità di studi
Solo il 6,8% dei neolaureati si iscrive subito alla magistrale. Il dato è dovuto anche all’attesa dell’attivazione delle tre nuove lauree magistrali previste dall’anno accademico 2026 – 2027. Tre corsi che integreranno l’offerta presente con specializzazioni in:
- Cure Primarie
- Area Critica
- Pediatria/Neonatologia
L’attivazione di questi corsi non esclude tuttavia la possibilità di arricchire ulteriormente il proprio curriculum accademico attraverso tutta una serie di master, specializzazioni e percorsi di formazione avanzata. E conferma, in caso di dubbi, il ruolo avanzato per la prescrizione infermieristica ed una maggiore autonomia professionale.
Quali criticità sul settore?
Il Divario Territoriale
Malessere ricorrente nel mercato lavorativo italiano, c’è una forte disparità tra il Nord ed il Sud del paese. Nelle regioni meridionali ed in Umbria, ad esempio emerge un dato decisamente in controtendenza rispetto alla statistica nazionale: il 30% dei neolaureati è alla ricerca di un impiego migliore. A pesare negativamente una maggiore precarietà contrattuale ed il rischio di fuga dei giovani infermieri che restano attratti da condizioni generali migliori.
Quali consigli pratici?
La scelta dell’Università
Nel preferire un ateneo ad un altro, un ruolo fondamentale dovrebbe essere nel tasso di occupazione ed i tempi di inserimento nel mercato lavorativo. Come già detto il Nord-Ovest offre da subito opportunità migliori, mentre il Sud è in maggiore difficoltà. La presenza di un tessuto ricco di grandi gruppi imprenditoriali nella sanità offre maggiori garanzie.
Non solo il Test d’Ammissione
Superare il Test benché importante è solo il primo passo di un percorso più articolato. Lo sguardo dello studente dev’essere costantemente rivolto al futuro, con un occhio in particolare a quali reparti e ambiti scegliere per il futuro tirocinio. Un buon punteggio al Test d’ammissione permette poi di avere una maggiore scelta sull’ateneo ed in casi particolari sulla sede del tirocinio.
Il primo passo nel mondo del lavoro: Tirocinio e Esame di Stato
I tirocini devono essere svolti in modo consapevole perché rappresentano il biglietto da visita per il primo contratto di lavoro del laureando. Importante poi ricordare la presenza di un Esame di Stato abilitante (quindi obbligatorio per lavorare). Non a caso molti neolaureati trovano lavoro già negli ultimi mesi di tirocinio o subito dopo l’abilitazione.
Infermieristica: una delle lauree più ricercate
Prospettive 2026/2030
In Italia il fabbisogno di infermieri è strutturale e non accenna a diminuire.
I fattori che influenzano questa richiesta sono molti:
- invecchiamento della popolazione
- pensionamenti del personale sanitario
- nuovi obblighi assistenziali (cronicità, territorio e cure palliative)
Resta quindi prevedibile aspettarsi che la domanda resterà costante per i prossimi anni, dando quindi un vantaggio competitivo non indifferente a chi si laurea in infermieristica rispetto a molti altri corsi di studi.
Infermieristica e le altre facoltà
Con un tasso di occupazione dell’89,1% nell’ultimo anno, Infermieristica si colloca nettamente al di sopra della media nazionale dei laureati triennali. Sono pochi infatti i corsi che garantiscono tempi di inserimento così brevi ed un tasso di coerenza tra laurea e professione così alto. In un mercato del lavoro in cui molte lauree triennali non trovano sbocchi, Infermieristica si conferma ancora una volta di essere tra le scelte più sicure e concrete per il futuro.
Conclusioni
I dati di AlmaLaurea 2026 confermano che Infermieristica resta una delle lauree con le migliori prospettive occupazionali in Italia. Nonostante la presenza di alcune criticità (come la precarietà iniziale dovuta anche a fattori geografici), le opportunità sono concrete e in crescita. Valore in netta controtendenza rispetto a molti corsi di laurea.









