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Legge caregiver familiari: la Camera approva, cosa cambia ora?

La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura la legge caregiver familiari. Un passaggio importante che sancisce con 153 voti a favore, 105 contrari e 4 astenuti l’approvazione del disegno di legge 2789 del 14 ottobre come “riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari”. Il testo presentato…

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La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura la legge caregiver familiari. Un passaggio importante che sancisce con 153 voti a favore, 105 contrari e 4 astenuti l’approvazione del disegno di legge 2789 del 14 ottobre come “riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari”. Il testo presentato dal ministro per le disabilità Alessandra Locatelli definisce per la prima volta a livello nazionale chi è il caregiver familiare, introducendo quattro profili in base alle ore di assistenza e prevede un contributo economico. Prossima tappa sarà l’esame da parte del Senato.

Cosa prevede la legge caregiver familiari

Il provvedimento, composto da 18 articoli, riconosce il valore sociale ed economico dell’attività di cura prestata da parte dei familiari. Stabilisce quindi una definizione chiara di caregiver familiare e lo colloca in quattro profili differenziati a cui corrispondono tutele e sostegni di intensità diversa.

Chi è il caregiver familiare?

Si tratta di un maggiorenne che assiste il coniuge, il partner unito civilmente o convivente, un parente o un affine entro il secondo grado. La persona assistita deve avere una disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104/1992, percepire un’indennità di accompagnamento oppure risultare non autosufficiente ai sensi dei decreti legislativi 62/2024 e 29/2024.

Come avviene il riconoscimento?

Per vedersi riconosciuti i diritti previsti da questa nuova norma i richiedenti devono procedere attraverso una domanda di riconoscimento in linea sul portale INPS che sarà attivo entro il 2 gennaio 2027. Da qui il rilascio entro 30 giorni del certificato e della qualifica e del profilo assegnato.

I quattro profili previsti dalla legge caregiver familiari

Le ore settimanali in cui il congiunto è effettivamente occupato servono a stabilire il carico di cura ed il livello di assistenza:

  • Prevalente: chi è impegnato almeno 91 ore a settimana ed è convivente di una persona non autosufficiente. Si riconosce un contributo economico, delle tutele sul lavoro e servizi di supporto.
  • Convivente: pensato per chi trascorre un minimo di 30 ore ed un massimo di 91. Prevede tutele sul lavoro e servizi di supporto.
  • Non convivente: riservato a chi trascorre almeno 30. Porta al riconoscimento, informazione e partecipazione al PAI.
  • Impegno ridotto: riguarda la forbice di chi trascorre tra le 10 e le 30 ore. Comporta riconoscimento, informazione e partecipazione al PAI.

Aspetto particolare per le prime due categorie (prevalente e convivente) per cui le ora di cura dovranno essere attestate nel progetto di vita o nel Piano di Assistenza individualizzato (PAI).

Il contributo economico della legge caregiver familiari

Un aspetto per nulla secondario del piano della riforma è che dal 2027 il caregiver con profilo prevalente potrà ricevere fino a 1200€ a trimestre. Un bonus che equivale a circa 400 € al mese per ciascun assistito e fino ad un massimo di due.

Quali requisiti per il contributo caregiver?

Come sempre per poter vedersi riconosciuto il diritto a questa indennità gioca un ruolo fondamentale il valore dell’ISEE (Indicatore di situazione economica equivalente) insieme al reddito. Pertanto:

  • Isee, non dovrà superare i 25.000 €.
  • I redditi da lavoro non dovranno essere superiori a 3.000 € annui.

Con un Isee fino ai 15.000 € l’importo sarà pieno. Oltre questa soglia si ridurrà invece proporzionalmente. La copertura finanziaria prevede 207 milioni di euro all’anno dal Fondo per il Caregiver familiare, cui vanno aggiunge altre risorse dal fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità.

Il ruolo nel PAI e le tutele per chi lavora

Tra gi aspetti più rilevanti della legge caregiver familiari c’è sicuramente il riconoscimento del ruolo attivo del caregiver nei percorsi di cura. Potrà partecipare quindi alla valutazione multidimensionale e alla stesura del PAI (Piano Assistenza Individualizzato). Ed in più con il consenso dell’assistito avrà il diritto alle informazioni sui servizi sanitari, sociosanitari e sociali.

Per i profili prevalente e convivente

Ci saranno quindi percorsi di formazione gratuita, di sostegno psicologico, possibilità di sostituzione secondo il PAI, visite domiciliari e specialistiche oltre che sistemi per incentivare la telemedicina.

Riconoscimento caregiver: una possibilità formativa

La legge introduce anche un aspetto tanto nuovo quanto importante: le competenze di cura sviluppate dal caregiver potranno essere certificate e valere come credito formativo per la qualifica di OSS (Operatore Socio Sanitario). Ed in più chi come infermiere o OSS dipendente si trova ad assistere un familiare come caregiver prevalente o convivente potrà chiedere le modifiche dell’orario e delle modalità di lavoro dove possibile, oltre che avere priorità nel passaggio a tempo parziale e nella gestione di ferie e riposi da parte dei colleghi.

Il percorso della legge caregiver familiari e i precedenti

L’approvazione da parte della Camera è un primo passo importante dopo anni di proposte finite nel nulla. Un percorso legislativo iniziato ad agosto 2026 e che già prevedeva un bonus da parte dell’INPS. Ed una materia che trova molte regioni in posizione di avanguardia rispetto allo Stato centrale, come dimostra la recente legge regionale in Veneto. La normativa nazionali quindi, una volta approvata definitivamente in Senato, dovrà coordinarsi necessariamente con queste esperienze regionali già esistenti.

Le critiche e le prossime tappe

Chi ha giudicato la norma come insufficiente, votando quindi contro, sono state le opposizioni che hanno sottolineato come le risorse siano insufficienti (circa 260 milioni a regime) ed i requisiti troppo restrittivi. Sotto la lente l’obbligo di convivenza e le 91 ore settimanali per accedere al contributo economico che viene giudicato comunque insufficienti: 400 € al mese equivarrebbero a poco più di 1 € l’ora per l’assistenza.

Legge caregiver familiari in Senato

Il testo passa ora al Senato, dove potrà essere ancora modificato. Vale la pena sottolineare che per diventare legge bisognerà aspettare l’approvazione definitiva, con lo stesso testo adottato dalla Camera, oltre che i decreti attuativi. Senza quest’ultimi le misure, tra tutte quelle economiche, non potranno essere operative.

Caregiver familiari, un riconoscimento che mancava

La legge caregiver familiari approvata dalla Camera rappresenta il primo riconoscimento vero e proprio a livello nazionale di una figura che riguarda milioni di persone in Italia. Introduce profili differenziati, un contributo economico ed un ruolo formale nei percorsi di cura. Restano aperti però ancora molti aspetti come i temi delle risorse e dell’accessibilità delle tutele, che saranno al centro del confronto in Senato a partire dalle prossime settimane.

Fonti

Guglielmo M. Crostelli Capo Redattore