
Con le temperature estive in costante aumento, proteggere gli anziani dal caldo gli anziani come categoria più esposta è una priorità. Abbiamo chiesto quindi il parere della Dott.sa Stefania Giordano, medico specialista in Geriatria e Direttore Sanitario della RSA Salus di Roma, per un vademecum pratico e completo su come prevenire i pericoli del caldo.
Perché proteggere gli anziani dal caldo
La senescenza riduce le difese termoregolatorie
Col normale avanzare dell’età è fisiologico che l’organismo umano perda progressivamente di efficienza nella sue funzioni primarie. Tra queste rientra anche la regolazione della temperature corporea.
Come ricorda la dott.sa Stefania Giordano:
“in fase di senescenza (quel processo fisiologico che porta progressivamente al decadimento anatomico e funzionale dovuto all’età matura, ndr) gli anziani non sono più performanti dal punto di vista termoregolatorio.”
A rendere questa fascia di popolazione particolarmente esposta la ridotta sudorazione, una minore sensazione di sete ed il rallentamento del meccanismo di dissipazione del calore.
Neonati e anziani con decadimento cognitivo: chi vigila su di loro?
Sono due le categorie particolarmente esposte: neonati e anziani con decadimento cognitivo. Questi non sono in grado di esprimere il disagio o di adottare prontamente contromisure. “Hanno bisogno di chi presti attenzione a loro” sottolinea l’esperta. Resta quindi fondamentale una sorveglianza attiva e costante da parte di familiari e operatori.
I rischi concreti del caldo per gli over 65
Colpo di calore e disidratazione: i segnali da non sottovalutare
I segnali a cui bisogna prestare attenzione sono vertigini, confusione, pelle calda e asciutta, tachicardia e temperatura corporea elevata e rappresentano una sorta di campanello d’allarme cui prestare sempre attenzione.
Farmaci che aumentano il rischio (e perché molti non percepiscono il caldo)
“Alcuni farmaci aumentano il rischio di colpo di calore e riducono la percezione della temperatura”, avverte la dottoressa Giordano. Una volta all’esterno questi pazienti possono apparire “troppo pesanti” e affaticati senza rendersene conto.
Quando “non mi sembrava così caldo” diventa pericoloso
Un errore tanto frequente quanto sottovalutato riguarda la percezione del calore:
“Si fa una valutazione errata dove si dice “non mi sembrava così caldo” continua l’esperta, riferendosi a familiari che portano i propri parenti fuori in orari non consoni. Il rischio è quindi quello di esporre i propri congiunti, che siano anziani o neonati, a esposizioni pericolose e non adeguatamente stimate.
Quali errori comuni da evitare con gli anziani in estate
Uscire nelle ore più calde: perché anche le 10 del mattino possono costituire un rischio
In città il calore sale rapidamente, per questo si deve prestare particolarmente attenzione all’ambiente circostante:
“Abbiamo casi in struttura dove i pazienti vengono portati all’esterno dai propri familiari in carrozzina anche alle 10 del mattino” aggiunge la dott.sa Giordano.
“Mangia leggero, bevi tanto e vestiti poco”: il messaggio mediatico incompleto
Tra i consigli classici diffusi dai media molti sono corretti ma insufficienti senza la specificazione del giusto contesto e – soprattutto – se non si considera il giusto orario d’esposizione. Il continuo bombardamento mediatico rischia di spingere le persone ad uscire proprio nelle ore più pericolose senza le dovute precauzioni. Un fenomeno incorretto che rischia quindi di creare problemi anche gravi.
La non valutazione del rischio
Un errore frequente da non sottovalutare è la percezione del calore. Elemento che va bilanciato con tutte le esigenze di categorie particolarmente esposte come neonati e persone anziane. Se la passeggiata per bambini e anziani è importante, non è da meno una sua corretta gestione per non trasformarla in un rischio elevato.
Come gestire correttamente la socialità e le uscite
Orari sicuri per uscire: la regola pratica del geriatra
Tra le tante buone pratiche adottabili la prima regola è quella di evitare le ore più calde. Meglio programmare attività all’aperto la mattina presto o a cavallo del tramonto onde evitare inconvenienti spiacevoli con effetti spiacevoli. Perché non basta la sensazione soggettiva di un adulto consapevole e nel pieno delle sue forze, tenendo conto che poi nessuno può dirsi veramente al riparo dagli sforzi eccessivi nelle ore più calde della giornata. Buona pratica dovrebbe essere quella di controllare sempre temperatura ed umidità reali prima di far uscire categorie definite comunemente fragili.
Benessere ambientale in casa e in RSA: l’aria condizionata sì o no?
La fobia culturale del “colpo d’aria” in Italia
Proprio in Italia resiste nell’immaginario comune una forte resistenza nei confronti dell’aria condizionata.
“Ci è capitato in struttura di trovare il termostato messo sotto chiave perché ritenevano fosse troppo freddo”, aggiunge la dott.sa Giordano. Segno inequivocabile di una resistenza culturale radicata nei confronti di uno strumento che dovrebbe essere visto come servizio e non come un semplice pericolo.
La climatizzazione deve essere controllata e mantenuta a livelli confortevoli (in linea generale tra i 24 ed i 26 °C) senza eccessivi sbalzi termici. Questo “non vuol dire però mettersi sudati sotto l’aria condizionata in un ambiente salubre” chiarisce ancora l’esperta. Un uso corretto dell’impianto garantisce quindi benessere senza il rischio di un “colpo d’aria”.
Consigli pratici della Dott.sa Stefania Giordano
Strategie di prevenzione quotidiana per familiari e personale dedicato
Tra le buone pratiche da adottare le principali sono quelle di buon senso comune. Tra queste, ad esempio:
- Evitare le ore più calde
- Monitorare costantemente idratazione e farmaci
- Valutare sempre la percezione reale del calore
La prevenzione del resto è una delle pratiche migliori da adottare. Quindi è necessaria una discussione continua nel caso di pazienti in struttura per evitare uscite rischiose anche quando la percezione del caldo non sembrerebbe così allarmante. Nel caso poi di pazienti in strutture dedicate un ruolo centrale è quello del Direttore Sanitario che ha il compito di garantire un ambiente protetto e di educare sia lo staff che i familiari.
Proteggersi (tutti) dal caldo: non solo buonsenso ma responsabilità condivisa
La prevenzione salva vite, permette di mantenere socialità e qualità della vita alta anche durate l’estate, stagione per eccellenza dove la solitudine in alcuni casi è più presente. L’adozione delle pratiche comuni di buon senso come “mangiare sano, bere tanto, – conclude la dott.sa Giordano – vestirsi adeguatamente ed evitare di uscire nelle ore più calde sono oramai parte di un vero e proprio bombardamento mediatico. Il rischio però è troppo importante” per ridurlo ad un tormentone estivo valido per riempire il vuoto dei servizi giornalistici.









